riforme, Napolitano: mediazioni inevitabili o c'è naufragio

01 set

(ASCA) - Roma, 22 lug 2014 - Il processo che portera' alla realizzazione delle riforme ha bisogno di ''inevitabili mediazioni'' perche' senza ''ampie convergenze'' ci troveremmo ancora una volta davanti al naufragio della revisione della seconda parte della Costituzione. Ma perche' le riforme possano realizzarsi e' necessario inoltre superare ''l'estremizzazione dei contrasti'' che si sta avendo, anche sul piano del linguaggio, in queste ultime settimane.

Lo afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso della cerimonia al Quirinale di consegna del Ventaglio da parte della Stampa parlamentare.

Quello che emerge oggi dal dibattito sulle riforme, spiega Napolitano, e' ''una pregiudiziale diffidenza e contestazione'' verso il ''dialogo e la mediazione'' tra opposte forze politiche. Il pericolo, avverte il Capo dello Stato e' che ''senza un'ampia convergenza naufragherebbe ancora una volta il tentativo, per altro gia' cosi' tardivo, di riforma della seconda parte della Costituzione''.

Da Napolitano arriva allora un ''pacato e fermo appello a superare l'estremizzazione dei contrasti, un'esasperazione ingiusta e rischiosa, anche sul piano del linguaggio, nella legittima espressione del dissenso''.

In questo quadro - continua con evidente riferimento alle parole usate in tale senso da parte del Movimento 5 Stelle nei confronti del lavoro di riforma del governo Renzi - ''per serieta' e senso della misura nei messaggi che dal Parlamento si proiettano verso i cittadini non si agitino spettri di insidie e macchinazioni autoritarie, ne' si miri a determinare in questo modo un nuovo nulla di fatto in materia di revisioni costituzionali''.

Il Presidente della Repubblica non ha dubbi, sulle riforme la ''discussione e' stata libera, estremamente articolata e non c'e' stata improvvisazione o improvvida frettolosita'''.

In ogni caso, aggiunge Napolitano, le riforme dell'assetto parlamentare, del procedimento legislativo e il meccanismo decisionale ''non sono meno importanti di quella del mercato del lavoro e della spesa pubblica'', e ricorda che ''l'impegno di cui il governo Renzi si e' fatto iniziatore'' e' avvenuto su mandato del Parlamento.

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